Dovremmo fare tutto quello che Gesù ha detto?…No!

Lo so, la risposta a questa domanda potrebbe farmi passare da eretico ma posso garantirti che di fronte ad alcune cose dette da Gesù, “no” è una risposta appropriata. Sai perché? Perché Gesù è stato il più grande predicatore di legge di tutti i tempi. Valorizzando ciò che i Farisei avevano annacquato.

Vuoi un esempio? «Voi dunque siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste» (Matteo 5:48). Un chiaro riferimento a ciò che Mosè disse qualche secolo prima: «Siate santi, perché io, il SIGNORE vostro Dio, sono santo.» (Levitico 19:2).

E’ sicuramente una verità quella detta da Mosè e poi riportata da Gesù. Ma con tutto il buono impegno, anche se dovessimo farci eremiti su qualche montagna sperduta, credo proprio che non riusciremo mai ad essere perfetti come Dio.

Sia chiaro, non sono qui per sminuire quello che Gesù ha detto ma per capire che molte delle cose dette da Lui pur essendo buone non lo sono per noi. E in questo articolo ne vedremo alcune.

La legge ti mostra mancante

A coloro che erano sotto la legge, Gesù predicò la legge pura e genuina di Mosè. Quando le persone religiose venivano a intrappolarlo con enigmi teologici, Gesù rispondeva con: «Che cosa vi ha comandato Mosè?» (Marco 10:3)

Infatti di fronte ad una delle domande più importanti che un uomo possa mai fare, Gesù un giorno diede una risposta inaspettata.

Quando un giovane ricco gli fece questa domanda: «Maestro Buono che cosa devo fare di buono per ereditare la vita eterna?» (Mt 19:17)

Domanda scontata, alla quale anche un ateo saprebbe rispondere.

Invece Gesù senza esitare un attimo gli disse: «Se vuoi entrare nella vita eterna osserva i comandamenti.» (Mt 19:17)

Dai, sicuramente sta parlando dei comandamenti di confidare solo in Cristo? Ma il verso segue con:

«Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso. Onora tuo padre e tua madre, e ama il tuo prossimo come te stesso» (Mt 19:18-19)

In altre parole, per ereditare la vita eterna devi osservare la Legge di Mosè.

Però il giovane rispose: «io faccio già tutte queste cose» (Mt 19:20)

Ah si? Avrà detto Gesù! Allora controbatte dandogli una delle risposte più religiose e legaliste della storia da lasciare a bocca aperta anche i farisei del tempo: «vendi ciò che hai e dàllo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguimi». (Mt 19:21)

Ora ti chiedo, ha senso praticare o insegnare queste parole dette da Gesù per ereditare la vita eterna? Ovviamente No! Perché non c’è niente che possiamo fare per ereditare la vita eterna: è un’eredità.

Il motivo per cui Gesù rispose in questo modo era perché il giovane si vantava di essere un praticante della legge. Ma ogni volta che ci vantiamo delle nostre prestazioni, la legge ci indicherà sempre qualcosa che ci manca. Perché la legge è stata progettata per mostrarci le nostre imperfezioni, i nostri peccati. In quanto agisce come uno specchio che riflette i nostri difetti.

Fai per avere

Vuoi sapere cosa si aspetta Dio da te? Leggi il sermone sul monte. Li vedrai Gesù dire che Dio esige la perfezione e niente di meno.

«Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.» (Mt 6:14-15)

Questo è uno dei passaggi più citati della Bibbia soprattutto quando si vivono degli screzi. Ma pur essendo una parola detta da Gesù, questa non è una buona notizia. Sapere che il nostro perdono dipende dalla nostra capacità di perdonare gli altri dovrebbe preoccuparci.

Gli uomini peccano ripetutamente contro di noi. Ma siamo sicuri di averli perdonati tutti in modo sincero? E se mancasse qualcuno all’appello?

E cosa diciamo a chi è stato stuprato e abusato? Cosa dire ad una ragazza che è stato violentata e picchiata? “Cara sorella, devi perdonare quell’uomo malvagio altrimenti Dio non ti perdonerà.” Questa non è grazia. Questo è il ministero condannante della legge.

Ogni volta che leggiamo una dichiarazione condizionale di Gesù, dovremmo interpretarla come una legge. «Non giudicate e non sarete giudicati» (Mt 7:1-2). Che tradotto sarebbe: per evitare qualcosa (giudizio) devi fare qualcosa (non giudicare). È una benedizione condizionata.

E ogni volta che Gesù da un ‘avvertimento, anche in quel caso dovremmo interpretarla come legge. «Chi si adira con suo fratello sarà sottoposto a giudizio» (Mt 5:22). Questa è una brutta notizia per chiunque si è adirato (anche soltanto una volta) con un fratello!

La legge non fa per noi

Lo scopo della legge è renderci consapevoli del peccato e rivelarci il bisogno di un Salvatore. Ecco perché Gesù in alcuni frangenti la predicava.

Quello che alle volte fraintendiamo è che il ministero terreno di Gesù era sotto l’antico patto che continuava ad essere l’unico patto offerto al popolo di Dio in quel momento. La vita eterna attraverso il sangue di Cristo non era ancora disponibile, quindi alcune cose che Gesù diceva erano basate su quello che la legge di Mosè dichiarava: «Osserverete le mie leggi e le mie prescrizioni, per mezzo delle quali chiunque le metterà in pratica vivrà.» (Levitico 18:5)

Naturalmente tutto è cambiato quando è stato inaugurato il nuovo patto con la resurrezione di Gesù. Infatti l’apostolo Paolo ai Galati ci dice che la vita eterna osservando la legge è stata eliminata:

«E che nessuno mediante la legge sia giustificato davanti a Dio è evidente, perché il giusto vivrà per fede. Ma la legge non si basa sulla fede; anzi essa dice: «Chi avrà messo in pratica queste cose, vivrà per mezzo di esse». (Galati 3:11–12)

Quindi, la prossima volta che ci troveremo di fronte a qualche parola “scomoda” non cadiamo nella tentazione di bilanciare la grazia con la legge, piuttosto chiediamoci: “come possiamo interpretare queste parole alla luce della croce?” E vedremo che la croce, la buona notizia, non ci chiederà mai e poi mai di essere perfetti come Dio o di compiere qualche gesto “eroico” per ereditare la vita eterna e nemmeno “di fare per ottenere”. Ma l’unica cosa che la croce farà sarà quella di rivelarci che in quella morte TUTTO PER NOI SI E’ COMPIUTO.

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