Dio flagella i suoi figli – Ebrei 12:6

Se la grazia non è sufficiente per poterti cambiare, allora Dio sarà costretto a passare alle “maniere forti”. Proprio come fa un padre con suoi i figli, manderà un po’ di castighi tipo: malattie, incidenti, lutti, insuccessi, etc… per riportarti sulla retta via.

C’è una celebre frase nel film Bianco Rosso e Verdone, in cui il camionista, interpretato da Mario Brega, dice in dialetto romano: “ STA MANO PO’ ESSE FERO E PO’ ESSE PIUMA” (tradotto – a seconda del momento, questa mano può essere pesante o leggera). Se ci riflettiamo un attimo, è proprio questa l’immagine che alle volte abbiamo del nostro Padre celeste, un Dio buono ma che se lo facciamo arrabbiare sarà costretto ad usare la mano pesante.

Ora dirai, “Come può essere il contrario? In fondo tutto ciò che ci accade di buono o cattivo è la prova dell’amore che il Signore ha per noi.”

Apparentemente questo pensiero potrebbe essere usato come conforto nella sofferenza ma in realtà non è cosi. Forse hai appena subito un lutto o stai lottando con una malattia, ma sii confortato da questo: non è stato Dio a farlo.

Come lo so? Ho visto Gesù e Lui non ha mai fatto nessuna di queste cose. Piuttosto, è sempre stato amorevole, gentile e desideroso di condividere la sua vita con tutti. Gesù è venuto per occuparsi delle cose di suo Padre che non hanno a che fare con la condanna o le  punizioni corporali ma con la dimostrazione del suo amore. Dio ti ama e vuole vivere con te donandoti cose buone.

Con questo non ho nessun problema nel dire che c’è grazia nella disciplina e che alle volte Dio è costretto a disciplinarci. Il problema che ho, è nell’interpretazione che spesso diamo alla disciplina di Dio. Nel precedente articolo ho cercato di affrontare il versetto di Ebrei 12:5 dando una definizione della parola castigo, in questo post invece voglio concentrarmi sulla parola flagella.

“perché il Signore corregge colui ch’Egli ama, e flagella ogni figliuolo ch’Egli gradisce.” (Ebrei 12:6)

Cos’è la flagellazione?

La parola greca originale per flagello è mastigoò . Un verbo che significa appunto “flagellare”. Ed è la stessa parola che descrive ciò che Pilato aveva fatto a Gesù (Giovanni 19:1 -Matteo 20:19).

Nella Bibbia troviamo due tipi di flagellazione, la prima è quella Ebraica che prevedeva l’uso di una frusta di cuoio da dare sulle spalle e sul petto. La legge Ebraica aveva imposto a 40 frustate il numero consentito durante una flagellazione. Questo è il motivo per cui gli ebrei la chiamavano “quaranta frustate meno una” – non volevano rischiare di infrangere la legge contando male, quindi avevano deliberatamente ridotto il numero massimo di frustate a 39!

Poi ci fu la flagellazione romana. In genere veniva applicata ai criminali prima dell’esecuzione e non esisteva alcuna legge che limitasse il numero di colpi applicati. Il prigioniero veniva denudato, spesso legato ad un palo e colpito sulla schiena da numerosi soldati che usavano corte fruste di cuoio alle quali erano attaccati frammenti acuminati di osso o di metallo. Se hai visto il film la Passione di Cristo quello era il tipo di flagellazione romana che Gesù ha subito.

Aldilà della versione ebraica o romana, la flagellazione era una tortura. Al punto che nelle società civili non è più inflitta nemmeno ai peggiori criminali. Eppure a quanto pare Dio continua a farlo con i suoi figli. Non è meraviglioso? A meno che tu non sia un masochista non credo proprio!! Dio non flagella mai e poi mai i suoi figli.

Qual è allora il giusto significato del termine “flagellazione”? 

Se guardi nelle note della tua Bibbia vedrai che Ebrei 12:6 cita Proverbi 3:11-12. Ma se li mettiamo fianco a fianco noteremo che c’è una piccola ma sostanziale differenza:

Proverbi 3:11-12 Ebrei 12:5-6
Figlio mio, non disprezzare la correzione del SIGNORE, non ti ripugni la sua riprensione; perché il SIGNORE riprende colui che egli ama, come un padre il figlio che gradisce

Figlio mio, non disprezzare la correzione del SIGNORE e non perderti d’animo quando sei da lui ripreso, perché il SIGNORE corregge chi ama e flagella ogni figlio che gradisce.

Le prime tre righe di Proverbi  sono pressoché riprodotte fedelmente. Ma guarda l’ultima riga: la copia (a destra) non ha niente a che fare con l’originale. Come avrai notato lo scrittore di Ebrei riporta la parola “flagellare” che non troviamo in Proverbi 3:12. Ora, perché Ebrei usa la parola “flagellaredal significato piuttosto esplicito “alterando” il senso di proverbi 3:12?

Sei hai letto l’ultimo articolo, dico che il modo più efficace con cui Dio ci disciplina è usando la PAROLA perché è con quella che possiamo essere educati. In Ebrei 12:6 lo scrittore, pur usando un’espressione forte, fa riferimento sempre all’uso della PAROLA come unico fine per essere educati.

Forse ti sembrerà strano ma non sempre il termine flagellare si riferisce ad un qualcosa di fisico. Infatti c’è un versetto in Giobbe 5:21 che dice: “Sarai sottratto al flagello della lingua, non temerai quando verrà il disastro.”

“Flagello della lingua” è la stessa parola che indica “frustate ma con un significato differente. Quante volte dai nostri genitori, insegnanti, datori di lavoro o persone autorevoli abbiamo ricevuto dei “flagelli” con la lingua, nel senso che ci hanno detto delle cose per riprenderci? Questo è quello che vuole trasmettere l’autore nella lettera agli Ebrei: la disciplina o il flagello avvengono attraverso l’istruzione VERBALE e non corporale perché Dio sa che la sua parola è il mezzo più “utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia affinché l’uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera. (2 Timoteo 3:16-17)

Cambia insegnanti

Se la malattia, la perdita di alcuni cari o tragedie sono stati i tuoi insegnanti ti trovi nel regno sbagliato perché non sono quelli che ti correggono. La parola di Dio e lo Spirito Santo sono gli insegnanti del regno di Gesù che ti correggeranno per avere una vita abbondante. Quando viviamo sofferenze, malattie, tragedie è perché stiamo sperimentando le conseguenze del peccato originario o del ladro che ruba.

Non imputiamo a Dio i nostri dolori dicendo che è “a causa della sua sovranità che questo accade” perché la sua parola dice che la sua volontà è dare cose buone ai suoi figli “ogni cosa buona e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre degli astri luminosi presso il quale non c’è variazione né ombra di mutamento” (Giacomo 1:17)

Lascia un commento

La tua email non sarà pubblicata.


*