Non è come sembra

C’è una via che all’uomo sembra diritta, ma essa conduce alla morte. (Proverbi 14:12)

Anche se abbiamo dato la nostra vita a Cristo, molti di noi prendono ancora decisioni basate sulla propria esperienza e su ciò che pensano sia giusto o sbagliato. Prendiamo decisioni giuste senza però sapere cosa produrranno queste decisioni. E solitamente questo accade, perché siamo facilmente influenzati dal ragionare in termini di opere buone o cattive, quando invece sarebbe più utile ragionare in termini di carne contro spirito.

Per illustrare questo, di seguito ho riportato un elenco di personaggi biblici che hanno camminato secondo la carne. Questo è un elenco di scelte carnali che potremmo pensare essere innocue, persino buone ma che ha portato a terribili sofferenze.

Se pensi di poter piacere a Dio facendo opere buone ed evitando quelle cattive, ti invito a leggere questa lista, perché essere in grado di separare il buono dal cattivo non contribuirà a promuovere in te una vita dipendente da Gesù.

7 esempi biblici di come camminare secondo la carne

1 Adamo mangia il frutto proibito

La donna osservò che l’albero era buono per nutrirsi, che era bello da vedere e che l’albero era desiderabile per acquistare conoscenza; prese del frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito, che era con lei, ed egli ne mangiò. (Genesi 3:6-7)

Pensa per un attimo al peccato di Adamo, cosa ha fatto di cosi terribile? E’ vero, ha fatto una cosa che non avrebbe dovuto fare ma rispetto alle opere manifeste della carne in Galati 5: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze ed orge, mangiare un frutto potrebbe non sembrare un grosso problema. Ma le conseguenze di questo piccolo gesto sono state devastanti.

2 Abramo dorme con la serva

Così, al termine di dieci anni da quando Abram abitava nel paese di Canaan, Sarai, moglie di Abram, prese Agar l’egiziana, sua schiava e la diede in moglie ad Abram, suo marito. Egli si unì ad Agar, che restò incinta.. (Genesi 16:3-4)

Dio gli aveva promesso un figlio, ma siccome ci stava mettendo troppo tempo, pensò bene di “aiutare” Dio facendo qualcosa. Agar rimane incinta e partorisce Ismaele. Un’altra opera della carne che Israele sta ancora pagando.

Di la verità, quante volte come Abramo vogliamo fare accadere le cose dicendo poi che è stato Dio ad averle fatte?

3 Mosè percuote la roccia

E Mosè alzò la mano, percosse il sasso col suo bastone due volte, e ne uscì dell’acqua in abbondanza; e la radunanza e il suo bestiame bevvero (Numeri 20:11)

A Mosè, il pastore fedele, che guida gli israeliti da quarant’anni, viene detto che non vivrà tanto da attraversare il Giordano ed entrare nella terra promessa. Per quale motivo? Perché aveva ucciso qualcuno? Perché aveva bestemmiato? Perché aveva desiderato la donna di uno del popolo? Perché aveva partecipato alla costruzione del vitello d’oro? No! Perché ha avuto un momento di rabbia.

Chi non avrebbe avuto un momento di rabbia nel guidare tante teste sempre pronte a lamentarsi?!!

4 Gli israeliti hanno paura

Tutti i figli d’Israele mormorarono contro Mosè e contro Aaronne, e tutta la comunità disse loro: «Fossimo pur morti nel paese d’Egitto! O fossimo pur morti in questo deserto! Perché il Signore ci conduce in quel paese dove cadremo per la spada? Là le nostre mogli e i nostri bambini diventeranno preda del nemico. Non sarebbe meglio per noi tornare in Egitto?» E si dissero l’un l’altro: «Nominiamoci un capo, torniamo in Egitto!» (Numeri 14:2-4)

È naturale avere paura dei giganti, soprattutto se hai famiglia ma Dio gli aveva detto che sarebbe stato con loro.

Ti capita mai di fare delle scelte dettate dalla paura? Umanamente parlando sarebbe anche una cosa anche saggia: “Chi me lo fa fare di mettermi in mezzo ai guai“!! Ma spesso avere paura  significa perdere l’opportunità di vedere Dio compiere grandi cose nella nostra vita.

5 Saul conserva il meglio per Dio

Saul rispose: «Sono bestie condotte dal paese degli Amalechiti; perché il popolo ha risparmiato il meglio delle pecore e dei buoi per farne dei sacrifici al SIGNORE, al tuo Dio; il resto, però, lo abbiamo votato allo sterminio». (1 Samuele 15:15)

Dio voleva che gli Amalechiti fossero morti, fino all’ultimo capo di bestiame. Ma Saul ha avuto un’idea migliore. Questo portò alla fine del suo regno.

Quante volte come Saul giustifichiamo la nostra testardaggine come una forma di obbedienza?

6 Davide vuole sapere il numero dei soldati

Satana si mosse contro Israele, e incitò Davide a fare il censimento d’Israele. 2 Davide disse a Ioab e ai capi del popolo: «Andate, fate il censimento degli Israeliti da Beer-Sceba fino a Dan e venite a riferirmene il risultato, perché io ne sappia il numero». (2 Sam 24: 1-2)

In un momento incertezza Davide fa il censimento dei suoi soldati, e di conseguenza muoiono 70.000 uomini.

Non è che il censimento non si poteva fare, anzi (Esodo 30, 11-14). Ma Davide smette di guardare al popolo come a una proprietà di Dio e vuole il censimento per conoscere lui stesso “il numero della popolazione” dunque commette un peccato di superbia, legato alle sue ambizioni di potenza.

Magari nella tua chiesa non ci saranno tanti peccati eclatanti ma sono quasi sicuro che la superbia primeggia. Quante volte i pastori guidano la chiesa come se fosse loro anziché di Cristo?? “Siccome sono io il pastore i membri devono sottostare a quello che dico, perché solo io ho la visione, solo io ho la dottrina giusta, etc.”

Poche cose avvelenano la chiesa e infangano la sua reputazione, come quella di avere pastori arroganti. Quanta arroganza vediamo dal pulpito? Questa è una grande piaga per la chiesa che porta i membri, il popolo di Dio a morire spiritualmente.

7 Pietro è dispiaciuto che Gesù dovrà morire

Pietro, trattolo da parte, cominciò a rimproverarlo, dicendo: «Dio non voglia, Signore! Questo non ti avverrà mai». 23Ma egli, voltatosi, disse a Pietro: «Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini».

Gesù dice ai discepoli che deve morire ma Pietro, dispiaciuto, gli fa notare che non doveva dire certe cose. E “solo” per questo, Gesù lo chiama diavolo.

Ti capita alcune volte di non avere il senso delle cose di Dio? A me si, ma non pensavo fosse cosi grave!

Una via dritta può condurre alla morte

Hai notato cosa accomuna tutte queste persone? L’avere fatto ciò che gli sembrava giusto in quel momento. Questo è il segno distintivo di una vita che cammina secondo la carne.

Perché non è solo quello che facciamo ad essere particolarmente importante, ma come lo facciamo. Seguendo la carne o lo spirito?

Quando camminiamo per vista e senza alcun riguardo per il Signore, andiamo verso la morte «ma essa conduce alla morte»(Proverbi 14:12) Non la morte eterna, perché non siamo salvati o non salvati sulla base delle nostre opere ma andiamo verso la morte nel senso che non viviamo la vita abbondante che si ha quando camminiamo nello Spirito.

Se lasciamo il Donatore della Vita fuori dalle nostre scelte è sicuro che raccoglieremo soltanto morte. Questo è il motivo per cui le nostre scelte a volte sembrano buone ma alla fine risultano pessime.

La carne non può far nascere lo spirito. Né camminare secondo la carne può darci il ​​potere di vivere la vita che Dio ci ha chiamato a vivere.

Quindi le nostre decisioni diventano il nostro futuro e se non siamo in costante comunicazione con Dio, prenderemo decisioni sbagliate che metteranno a morte qualcosa che avremmo potuto avere.

Ma «Ora noi abbiamo la mente di Cristo» (1 Corinzi 2:16). Quando la nostra mente cambia e pensiamo come Gesù, diventiamo tutt’uno con Lui sapendo, non solo cosa vuole che facciamo ma pure come dobbiamo farle.

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