La grazia mi permette di peccare quanto voglio?

Ogni volta che, mentre parlo con qualcuno della grazia mi viene posta questa domanda, sono contento per due motivi:

1)significa che ne sto parlando nel modo giusto

2)chi mi pone questa domanda ha compreso che la grazia è scandalosa

Quando si da una spiegazione biblica della grazia il risultato dovrebbe essere sempre quello di portare le persone che hanno prestato attenzione a dire: “Aspetta! Se quello che dici è vero, allora la grazia è una scusa per peccare?”

Ma quando un’ insegnamento sulla grazia di Dio non solleva questo tipo di domande significa che quel insegnamento non sta veramente spiegando la grazia. Perché la grazia di cui la Bibbia parla non si riferisce ad un qualcosa di debole ma ad una grazia scioccante, oltraggiosa, scandalosa, irrazionale, ingiusta, irreligiosa, assurda, offensiva che Gesù ha manifestato durante la sua vita.

Dico questo perché in Romani 4 e 5 l’apostolo Paolo, dopo aver scritto di questa grazia scioccante al capitolo successivo riceve una domanda:

Rimarremo forse nel peccato affinché la grazia abbondi? (Romani 6:1).

Questa domanda dimostra due cose: la prima è che Paolo ha insegnato correttamente cosa sia la grazia e la seconda è che il suo interlocutore ha veramente compreso quello che Paolo stava dicendo, ovvero che la grazia di Dio è scandalosa.

Se la grazia che insegniamo è “mescolata” con il devi impegnarti, devi santificarti, devi obbedire alla legge, solo con l’intento di evitare che chi ci ascolta possa abusare della grazia. Significa che non stiamo insegnando la grazia biblica ma solo un nostro pensiero.

La grazia mi permette di peccare quanto voglio… se è davvero quello che voglio

Di fronte alla domanda se fosse possibile peccare affiche la grazia abbondasse, Paolo rispose:

No di certo. Noi che siamo morti al peccato, come vivremmo ancora in esso? (Romani 6:2)

Spesso interpretiamo questa risposta come se Paolo volesse dire che non possiamo più peccare dal momento che siamo diventati cristiani. E che quindi se lo facciamo stiamo abusando della grazia.

Ma vorrei farti notare che da nessuna parte l’apostolo dice questo e nemmeno che se le persone continuano a vivere nel peccato, scadranno della grazia di Dio o dimostreranno di non essere mai stati salvati. No, Paolo sostiene che se una persona ha compreso veramente l’amore, la grazia di Dio e ciò che ha fatto per noi in Cristo Gesù, questa comprensione lo porterà a non vivere più nel peccato.

Proviamo a spiegarlo cosi:

Un padre aveva due figli, mentre stavano finendo di cenare esternò quanto amore provasse per loro dicendo che qualunque cosa avessero fatto, sarebbe stato disposto a morire per loro, li avrebbe sempre amati e perdonati. Ma di fronte a queste parole piene d’amore uno dei figli gli disse: “Quindi papà se domani cominciassi a sperperare tutti i beni di famiglia per fare quello che voglio mi amerai ancora?” Il padre guardandolo un po’ stranito rispose : “Beh sì… se è davvero quello che vuoi fare.

Ma sappi che se lo fai, sarà estremamente doloroso. Incontrerai cattive amicizie che vorranno stare con te solo a motivo dei tuoi soldi. Ci sarà gente che vorrà venderti sesso e droga facendoti credere che quella è la vera felicità. Naturalmente il mio cuore sarà rattristato e proverò a dissuaderti. Ma qualunque cosa accadrà, ti amerò sempre e comunque perché sei mio figlio.”

Questo è ciò che intende Paolo in Romani 6 quando dice “No di certo!” Non sta dicendo: “No, non puoi peccare!” ma piuttosto: “Perché vorresti peccare?”

Vedi, il peccato non impedisce a Dio di amarci, né impedisce a Dio di  salvarci dalle sue conseguenze devastanti e distruttive. Il peccato nelle nostre vite NON E’  la prova che non siamo mai stati Suoi figli o Sue figlie. Perché il peccato ha un altra funzione ovvero quella di rovinarci, distruggere le nostre relazioni, la nostra salute, le nostre finanze, i nostri matrimoni, il nostro lavoro, le nostre emozioni, la nostra psiche.

Porre quindi la domanda “Allora posso peccare quanto voglio?” dimostra semplicemente che non abbiamo compreso pienamente chi è Dio, il suo amore e la sua grazia.

Cosa devo insegnare affinché le persone stiano lontano dal peccato?

Alcuni pensano che il modo migliore sia quello di predicare sermoni più forti, più duri e più fondati sulla legge.

Ma la Parola di Dio ci dice che “la forza del peccato è la legge” (1 Cor. 15:56). Predicare la legge è come aggiungere  benzina al fuoco. Anche l’apostolo Paolo sperimentò come i suoi sforzi nel rispettare la legge non facevano altro che peggiorare le cose:

Ma il peccato, còlta l’occasione per mezzo del comandamento, produsse in me ogni concupiscenza; perché senza la legge il peccato è morto. (Romani 7:8)

Credo che i cristiani veramente rinati non guardino alla grazia come una scusa per peccare. Piuttosto credo che stiano cercando una via d’uscita dal peccato, dal senso di colpa e dalla condanna che solo la grazia può dargli. Ma non verranno mai liberati e trasformati se saranno sottoposti continuamente a sermoni legalisti o bilanciati con un po’ di grazia.

La bibbia ci ricorda invece che esiste solo un modo per vincere il peccato ed è quando predichiamo la sola grazia, l’unica ad insegnarci come dobbiamo vivere:

 Infatti la grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata, e ci insegna a rinunciare all’empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo (Tito 2:11-12)

Vuoi che le persone vivano lontano dal peccato? Se la tua riposta è si, allora predica loro la grazia a tempo e a fuor di tempo perché sarà solo lei che impedirà al peccato di avere potere nella vita. “Infatti il peccato non avrà più potere su di voi; perché non siete sotto la legge ma sotto la grazia.” (Romani 6:14)

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