Ricompensati per quello che abbiamo fatto

Esiste una fede che commuove il cuore di Dio.

Non si tratta di quella crede nell’impossibile, né quella che crede nelle cose che ancora non si vedono. Certamente sono importanti, ma nella Bibbia scopriamo che il Signore cerca qualcosa di ancora più profondo nei suoi figli.

Proviamo a capire insieme qual è:

Ora senza fede è impossibile piacergli, perché chi si avvicina a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano. (Ebrei 11:6)

Hai notato cosa dice?

Se è vero che senza fede è impossibile piacere a Dio, allora è anche vero il contrario: con la fede è possibile piacergli. Ma quale fede? Quella di chi crede che Dio ricompensa tutti quelli che lo cercano.

In altre parole, la fede che piace a Dio è una fede che crede nella sua ricompensa.

E questo, in realtà, può anche spiazzare un po’, perché non siamo sempre abituati a pensare a Dio in questo modo.

Già facciamo fatica a credere in un Dio che ci dona un’eredità: vita eterna, perdono dei peccati, giustizia, Spirito Santo, ecc. Figuriamoci in un Dio che ricompensa.

Eppure è proprio qui che la cosa diventa sorprendente perché Dio non si accontenta di quello che già ci ha dato come figli, non si ferma all’eredità, lui va oltre. È come se dicesse: “Ok, sei mio figlio… ma voglio anche farti sperimentare la gioia della ricompensa”.

Capisci?

Non solo ti rende figlio, ma guarda anche la tua vita, le tue azioni, i gesti più piccoli, le opere — che agli occhi dell’uomo possono sembrare insignificanti — e dice: “Questo per me ha valore”.

E in quella risposta, Dio stesso decide di aggiungere all’eredità che hai ricevuto per mezzo di Cristo anche delle ricompense.

Il Dio dell’eredità

Nel libro di Rut troviamo proprio queste due dimensioni che vanno insieme: eredità e ricompensa.

Più o meno conosciamo la storia: Ruth era una giovane donna rimasta vedova, che lasciò Moab e arrivò a Betlemme insieme a sua suocera Naomi.

Due vedove, da sole, in quel contesto significava una cosa sola: vita difficile, poche risorse, futuro incerto.

Se ricordi Ruth fece una proposta a Naomi:

Lasciami andare nei campi a spigolare dietro a colui agli occhi del quale avrò trovato grazia (Rut 2:2)

e “per caso” si ritrovò proprio nel campo di Boaz, un uomo che era parente della famiglia di Elimelech, il marito di Naomi.

Se ricordi, Boaz è una figura centrale nel libro, perché nel contesto di allora rappresentava il “redentore parente”, cioè colui che aveva il diritto e il compito di riscattare una situazione di bisogno o di perdita all’interno della famiglia ed è proprio per questo che viene spesso visto come una figura che anticipa Cristo, perché come Boaz si fece carico della situazione di Ruth e Naomi per riscattarle, allo stesso modo Cristo è il nostro Redentore, colui che ci riscatta.

Boaz le disse:

Ascolta, figlia mia, non andare a spigolare in un altro campo e non allontanarti da qui, ma rimani con le mie serve… Quando avrai sete, andrai a bere dai vasi d’acqua che i servi avranno attinto. (Rut 2:9)

Ruth, da un momento all’altro, si ritrovò a raccogliere in un campo che non aveva seminato e a bere acqua che non aveva attinto. Senza esserselo guadagnato, si trovò dentro una realtà che qualcun altro aveva già preparato per lei.

Ed è proprio questo il senso dell’eredità di cui parlavamo all’inizio: non qualcosa che conquisti, ma qualcosa che ricevi.

In fondo è ciò che è successo anche a noi quando abbiamo accolto Cristo nella nostra vita: siamo entrati in un “campo” che non avevamo preparato noi e abbiamo iniziato a godere di benedizioni, e amore che non potevamo guadagnarci da soli.

Il Dio della ricompensa

Ma adesso fai attenzione, perché qui entra in gioco anche l’altra parte: la ricompensa.

A un certo punto Boaz dice a Ruth:

Mi è stato riferito tutto quello che hai fatto per tua suocera dopo la morte di tuo marito, e come hai abbandonato tuo padre, tua madre e il tuo paese natìo per venire a un popolo che prima non conoscevi. 12 Il SIGNORE ti dia il contraccambio di quel che hai fatto, e la tua ricompensa sia piena da parte del SIGNORE, del Dio d’Israele, sotto le cui ali sei venuta a rifugiarti!» (Rut 2:11-12)

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