
C’è un versetto nella Bibbia che potremmo tranquillamente chiamare un “divino panino”.
È composto da due fette molto pratiche, utili nella vita di tutti i giorni, e nel mezzo c’è un ripieno fatto di favore, abbondanza e fiducia. Sta lì, ben saldo tra le due fette, pronto da gustare… ma se separi il ripieno dalle fette, non riuscirai a gustarlo pienamente.
Partiamo dal ripieno
Dio può far abbondare ogni grazia verso di voi, affinché abbiate sempre, in ogni cosa, tutto ciò che vi occorre e abbondiate in ogni buona opera. (2 corinzi 9:8)
Sta dicendo che Dio può far traboccare ogni tipo di favore, nella tua vita. Quando? SEMPRE. Nei momenti belli, nei momenti difficili… Dio non smette mai di farci del bene.
Forse penserai: “Sarà solo per le cose spirituali?” No! Perché il versetto dice IN OGNI COSA. Nella tua vita economica, nella salute, nelle relazioni… non c’è un solo ambito escluso dal suo favore.
E ti chiederai: “Ma perché Dio mi darebbe tutto questo?” PER ABBONDARE IN OGNI OPERA BUONA. Tutto questo favore non è solo per riceverlo, ma per vivere pienamente e fare del bene agli altri, portando frutto ovunque andiamo.
Per dirlo in un altro modo:
Dio vuole che ogni favore abbondi verso di te affinché tu, in ogni stagione della vita, avendo tutto ciò che ti serve, possa vivere una vita che trabocca.
Eppure, nonostante questa promessa straordinaria, quando leggiamo il versetto molti di noi si fermano sul primo pezzo: “Dio è in grado di fare…” Perché la parola “fare” sembra proiettare tutto nel futuro, e subito nella mente nasce il dubbio: “Sì… Dio potrebbe farlo. Un giorno. E se poi non lo facesse?” È una reazione naturale il futuro ci fa sempre un po’ tentennare.
Ma ascoltami bene: nel testo originale quel verbo non è al futuro bensì al presente attivo indicativo.
Letteralmente sarebbe cosi:
Dio sta continuamente facendo abbondare ogni grazia verso di voi…
Non dice “domani” o “forse” ma adesso. Proprio ora, mentre leggi queste righe, Dio sta facendo sì che ogni favore, ogni grazia abbondi verso di te.
Wow, che versetto ricchissimo! Ma per gustarlo davvero, ci vuole un bel panino.
Le due fette
Se è vero che Dio sta continuamente facendo abbondare nella mia vita ogni favore, perché non vedo le cose cambiare?
Per rispondere a questa domanda dobbiamo guardare alle due fette, ovvero il versetto prima e quello dopo:
Ciascuno dia secondo quanto ha deliberato nel suo cuore. Perché Dio ama chi dona con gioia. (2 Corinzi 9:7)
E subito dopo leggiamo:
come sta scritto: «Egli ha profuso, egli ha dato ai poveri, la sua giustizia dura in eterno». (2 Corinzi 9:9)
L’apostolo Paolo non sta buttando frasi a caso sta costruendo un ragionamento completo. Guarda la sequenza:
“Dare (v.7) → grazia che abbonda (v.8) → giustizia che dura per sempre (v.9)”.
È come se stesse dicendo: per vedere la grazia di Dio abbondare nella vostra vita, dovete imparare a donare e il risultato sarà, un segno che resterà per sempre.
Certo, tutti possono donare, ma non tutti sperimentano allo stesso modo il favore di Dio. La differenza non sta tanto nell’atto del dare, quanto nel cuore con cui lo facciamo. Come dice lo stesso versetto:
…Perché Dio ama chi dona con gioia.
Non è il gesto in sé a far abbondare il Suo favore. È l’atteggiamento interiore: un cuore aperto, allegro e fiducioso è un cuore che riesce davvero a ricevere la grazia abbondante di Dio.
Ora qualcuno potrebbe chiedersi: “Ma stai dicendo che la benedizione di Dio dipende dal mio donare?”
Assolutamente no! La grazia non è condizionata, ma può essere limitata.
Facciamo un esempio semplice: immagina che il sole rappresenti la grazia di Dio. Il sole splende per tutti, senza eccezioni, proprio come il favore di Dio.
Ma ecco il punto, se tu chiudi le tende la luce non entra nella stanza. Il sole continua a splendere fuori, ma tu non ne ricevi i benefici. Non è colpa del sole, semplicemente hai bloccato l’accesso.
Allo stesso modo, la grazia di Dio è sempre presente, sempre disponibile, ma un cuore che non si apre nel dare rischia di non sperimentarlo appieno.
Dare con un cuore allegro è come aprire le tende, solo così la luce, cioè il favore di Dio, può entrare abbondantemente nella nostra vita.
In altre parole, il dare non attiva la grazia, ma rivela un cuore che si fida di Dio.
Il problema del fratello maggiore
E questo ci porta a una storia che tutti conosciamo: quella del figliol prodigo.
Quando il figlio più giovane torna a casa, il padre fa una grande festa. Dona amore, perdono, gioia, soldi… tutto ciò che il cuore del figlio può ricevere. La grazia del padre abbonda.
Ma cosa fa il fratello maggiore? Non dona le stesse cose di suo padre: non dona perdono, non dona amore, non dona nemmeno soldi. E quando si lamenta con il padre, dice:
…da tanti anni ti servo e non ho mai trasgredito un tuo comando; a me però non hai mai dato neppure un capretto per far festa… (Luca 15:29)
Ricordi come rispose il padre?:
Figliolo, tu sei sempre con me e ogni cosa mia è tua (Luca 15:31)
Ecco il punto, il fratello maggiore aveva tutto il favore del padre, era immerso nella sua grazia, ma non lo sperimentava, perché il suo cuore era chiuso al dono. Non riusciva a ricevere ciò che era già suo, proprio perché non donava.
Allo stesso modo, Dio abbonda nel favore verso di noi. Ma se il nostro cuore resta chiuso, rischiamo di non sperimentare davvero ciò che Dio ha già reso disponibile.
Dare non “compra” la grazia. Dare rivela un cuore che si fida. E solo un cuore aperto, pronto a donare, può sperimentare la pienezza del favore di Dio nella vita quotidiana.
Vuoi una vita che abbonda in ogni area? Impara a donare con gioia: denaro, amore, tempo, perdono… e vedrai la tua vita sbocciare e fiorire come mai prima d’ora.
🎵 “Ta-ta-ta-ta… I’m lovin’ it!
