
Perdere la salvezza è una domanda che tanti si pongono – magari non a voce alta, ma dentro di sé sì.
La Bibbia tocca questo argomento in diversi punti infatti ci sono più di una dozzina versetti che in un modo o nell’altro ci fanno riflettere su questa cosa.
Alcuni di questi sono parole dirette di Gesù e qui ne ho riportati tre.
Anche se sono espressi in modo leggermente diverso, il messaggio è lo stesso:
“Tutti vi odieranno a causa mia; ma chi persevererà fino alla fine sarà salvato.”
(Matteo 10:22, 24:13; Marco 13:13)
Parole forti. E’ come se Gesù dicesse: “Occhio, perché se non resisti fino alla fine… sei fuori.”
E allora ci viene da chiederci: ” E se non ce la faccio? E se ho un momento no? E se mi allontano, anche solo per un po’?”
Molti cristiani si fanno questa domanda. Ed è una domanda onesta.
Cosa voleva dire Gesù ?
Appena leggiamo la parola “salvezza”, la nostra mente va subito in modalità pilota automatico: “Ah, ok, paradiso o inferno.”
È quasi un riflesso condizionato.
Ma ti sei mai chiesto se Gesù, in quel momento, stesse parlando davvero di vita eterna?
Quando disse quelle parole, stava preparando i suoi discepoli a ciò che avrebbero affrontato: processi, frustate, tradimenti, odio. La lista è lunga. Leggi quei versetti nel loro contesto e te ne renderai conto.
Non stava dicendo: “Devi essere perfetto o sei fuori”. Stava dicendo qualcosa di molto più pratico: “Resisti. Se è il caso, scappa. Ma non mollare.”
A volte Gesù parlava molto più alla vita di tutti i giorni di quanto pensiamo.
Questo diventa chiaro quando confrontiamo quello che Gesù disse ai discepoli con ciò che visse Paolo in prima persona:
| Cosa predisse Gesù (Matteo 10) | Cosa accadde a Paolo |
|---|---|
| Sarete flagellati nelle sinagoghe | Frustato 5 volte dai Giudei (2 Cor 11:24) |
| Comparirete davanti a governatori e re | Felice, Festo, Agrippa, e infine Cesare (Atti 24-26) |
| Lo Spirito parlerà per voi | Le sue parole difronte ad accuse, sono sempre state ispirate |
| Sarete odiati da tutti | Giudei e pagani lo odiavano di brutto |
| Se vi perseguitano in un posto, fuggite | Paolo lo fece spesso (Atti 13-17) |
Paolo fu coraggioso ma anche parecchio saggio.
A Listra lo lapidarono e lo lasciarono mezzo morto (Atti 14:19). E il giorno dopo? Se ne andò, niente gesti eroici fuori luogo. Immagina cosa sarebbe potuto succedere se fosse rimasto lì a fare il duro, probabilmente oggi avremmo un Nuovo Testamento più corto! Perché certamente lo avrebbero ucciso. E addio lettere di Paolo.
A Tessalonica e Berea? Stessa storia, appena scoppiavano guai, si spostava.
A Efeso? Due anni, poi partì dopo una rivolta.
Paolo capì una cosa importante: meglio vivere un giorno in più per annunciare il Vangelo che morire inutilmente per mano di fanatici. Era coraggioso, ma non sconsiderato.
Le persecuzioni di oggi
La buona notizia della grazia di Dio ha sempre dato fastidio e suscitato reazioni ostili.
E indovina un po’?
Le cose non sono cambiate di molto. Forse oggi non ci frustano più in sinagoga ma se parli davvero della grazia di Dio, quella vera, radicale, senza condizioni, potresti comunque pagarne il prezzo.
Prova a dire che Dio perdona incondizionatamente, e qualcuno si scandalizzerà. Aggiungi che in Cristo siamo già stati resi giusti, e sentirai mormorii tra le file: “Eh, ma così la gente fa quello che vuole!”
Parla del fatto che Dio desidera guarire le nostre malattie (lo ha già fatto), farci prosperare in ogni area, insomma darci una vita piena, abbondante, e subito parte l’accusa: “Attenzione, stai predicando il vangelo della prosperità!”
Come se il Vangelo dovesse essere per forza una notizia pesante, severa, con il muso lungo.
E se osi dire che una donna può predicare??… beh, preparati a sentirti dire che non hai capito niente della Bibbia.
La grazia è potente. Ma non tutti la trovano comoda.
Quindi, cosa vuol dire davvero “perseverare fino alla fine”?
Non vuol dire “non sbagliare mai”. Non vuol dire “devi essere un super cristiano perfetto”.
Vuol dire: Non mollare. Non lasciare che la paura ti zittisca. Se c’è persecuzione, spostati. Se c’è chiusura, cambia città.
E se il problema non è la città ma la chiesa? Cambia anche quella.
Sì, lo so, suona un po’ strano dirlo. Ma se ti trovi in un contesto chiuso, dove regnano controllo, paura e giudizio, e dove la grazia è solo una parola nei canti della domenica, allora forse è il momento di guardarti intorno.
La fedeltà a Dio non sempre coincide con la fedeltà ad una struttura.
Non è tradimento cercare un luogo dove il Vangelo venga vissuto con libertà, amore e verità.
A volte, per perseverare bisogna anche sapere quando è il momento di andarsene.
Insomma, “perseverare fino alla fine” non vuol dire essere perfetti e nemmeno morire da eroi. A quello ci ha già pensato Gesù. Ma significa essere portatori di pace, facendo conoscere il Principe della pace. E per farlo a volte sarà necessario cambiare conversazione, altre volte cambiare posto, compagnia o prospettiva… Non per scappare, ma per restare fedeli a Lui.
Se ti trovi in un luogo ostile, segui il consiglio di Gesù:
“Se vi perseguitano in un luogo, fuggite in un altro.” (Matteo 10:23)
La tua salvezza non è appesa a un filo. È radicata in Cristo.
Tu sei salvo per grazia, e cammini nella pace che Lui ti ha già dato.
